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NUOVO ARTICOLO:
Dentista yes You can: lavorare e guadagnare mentre altri chiudono
LAVORARE E GUADAGNARE MENTRE ALTRI CHIUDONO

La “crisi” non riguarda tutti i dentisti, colpisce i professionisti obsoleti, incompleti o con un atteggiamento utilitarista verso l’attività. I pazienti da loro “persi” stanno cercando nuovi dentisti, e questa migrazione sta portando più occasioni di lavoro in molti studi, quelli con i titolari che investono in aggiornamento e capaci di innovare le procedure operative e le modalità di relazione con la clientela. I dentisti in crescita hanno però di fronte gravi problemi di costi, monetari e non monetari, che non tutti sanno affrontare con successo. Per risolvere i problemi si deve partire da una esatta conoscenza della propria realtà professionale ed economica, per avere la quale il dentista si deve dedicare in modo personale, continuo e approfondito all’analisi dei processi operativi e all’amministrazione dell’attività. Il tempo che serve per queste operazioni, lo si può recuperare cominciando a “tagliare” prestazioni e pazienti che non portano guadagni né altro allo studio, che di solito sono più di quanto si possa immaginare.

Dentista, yes You can
Quanto costa 'veramente' la marca da bollo sulle ricevute?

Come è noto, la marca da bollo da apporre sulle ricevute sanitarie superiori ai 77, 47 €. costa 1,81 €.. I professionisti, per quanto riguarda fatturazione e incassi di queste ricevute, non si comportano in modo uniforme: c'è chi si fa dare l'importo della marca dal cliente, oltre a quello delle prestazioni, e in tal caso il costo della stessa per il professionista è pari a zero, c'è chi invece non la incassa, oppure adotta altre strategie di fatturazione. In questi ultimi casi, la marca può avere un costo reale, per il professionista, fino a 3,62 €., esattamente il doppio del costo "vivo" della stessa. Per capire a fondo questo aspetto della gestione, in questa pagina è stato creato un foglio di calcolo interattivo che fa vedere come il costo reale della marca varia in base alla modalità di fatturazione e incasso e alla aliquota IRPEF del professionista.

Foglio calcolo costo bollo
IL REGIME FISCALE DELLE PRESTAZIONI GRATUITE
Odontoiatri e Medici, nell’attività libero-professionale, possono trovarsi a prestare gratuitamente la loro opera per curare un parente, un collega, un amico, un dipendente, un cliente al quale decidessero di rifare, a loro spese, una o più prestazioni o al quale volessero semplicemente riservare una cortesia. Si possono aggiungere le attività di volontariato e una affatto particolare fattispecie di prestazione gratuita, quella offerta al vasto pubblico attraverso varie forme di pubblicità, da qualche tempo visibili nelle città e su Internet, fatta per l’evidente scopo di acquisire nuovi clienti. Le occasioni per lavorare gratis, dunque, non sono né poche né rare. Ci si chiede se esistano, dal punto di vista della correttezza fiscale, dei particolari accorgimenti da mettere in atto. L’articolo inizia dando gli elementi giuridici utili per l’analisi tributaria della fattispecie in esame, e sviluppa il suo argomento trattando gli aspetti della fatturazione e della deducibilità delle spese correlate a queste prestazioni.
Regime fiscale delle prestazioni gratuite
La formula della "Tranquillità fiscale"
Già dalla dichiarazione dei redditi di quest’anno, quindi Unico di giugno 2012, per essere a posto bisognerà soddisfare sia il tradizionale calcolo dello studio di settore, cioè del programma GE.RI.CO. e questo si può sapere adesso, sia quello nuovo del redditometro, e si saprà non appena disponibile il software, la cui release è prevista per febbraio 2012. Chi raggiungerà questo obiettivo naturalmente, cioè senza bisogno di adeguamenti, non avrà problemi. Degli altri, chi è disposto a far pilotare la sua dichiarazione dai due software, cioè ad adeguarsi, sarà ugualmente a posto ma in posizione un po’ meno sicura; chi non si vuole adeguare trova nelle norme gli elementi per valutare a priori le conseguenze di questa scelta. L'articolo, apparso anche sul numero 1/2012 di "Italian Dental Journal" - Griffin Editore, presenta una formula per comprendere quale dovrà essere il comportamento da tenere per raggiungere la "Tranquiliità fiscale".
La formula della tranquilità fiscale
LE LIMITAZIONI ALL'USO DEI CONTANTI E ASSEGNI
Sul forum “Odontoiatria fiscale” nel portale dedicato agli Odontoiatri italiani “Odontoline.it”, del quale sono moderatore, è stato a più riprese discusso il tema della limitazione all’uso dei contanti, in ordine alla gestione degli incassi delle parcelle con questo mezzo di pagamento. La discussione, come si vedrà, si estende anche alla gestione degli incassi delle parcelle con assegni, vaglia postali e consegna di “libretti” al portatore. Nelle discussioni si sono evidenziate incertezze sui comportamenti da tenere, da un lato per le frequenti variazioni della normativa in relazione all’importo massimo incassabile per contanti (corrispondente a quello oltre il quale assegni e vaglia devono obbligatoriamente recare la clausola “non trasferibile” e al saldo massimo consentito dei “libretti”), e da un altro lato per le difficoltà interpretative della normativa relativamente all’incasso di più acconti riferibili al medesimo piano di cure. Inoltre, è emersa la la questione dei profili sanzionatori in caso di inosservanza della prescrizione di Legge. Ho quindi creato questo documento per cercare di offrire indicazioni sulla materia. L’ho scritto in forma di domande e risposte, come già ho provveduto a fare per l’argomento della marca da bollo sulle ricevute.
Articolo nuovi limiti uso contanti e assegni
MARCA DA BOLLO SU RICEVUTE: COME GESTIRLA

L'imposta di bollo sulle ricevute per cure sanitarie superiori a 77,47 €. che l'Odontoiatra consegna al suo cliente a fronte del pagamento delle prestazioni, è un "tributo minore". Non di meno, la sua gestione richiede attenzione e le incertezze sul piano pratico e sul corretto trattamento fiscale della spesa sono molte. L'articolo propone delle domande che frequentemente gli Odontoiatri si fanno sull'argomento e fornisce sintetiche ed esaurienti risposte.

Leggi articolo su marca da bollo
DAI CLUSTER DI UK21U A QUELLI DI VK21U

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato le specifiche dei cluster del nuovo studio di settore per i dentisti, VK21U, che dal corrente anno d'imposta 2009 sostituisce UK21U. La "fotografia" dei dentisti italiani, e di ogni singolo professionista, è completamente cambiata dal vecchio studio di settore. Come è noto, essere assegnati a un cluster piuttosto che a un altro può cambiare di molto il risultato finale, le tasse da pagare. E' quindi fondamentale che il dentista abbia piena comprensione di questo meccanismo di calcolo, cominciando ad osservare le varie descrizioni della tabella che abbiamo preparato con la sua realtà. L'articolo qui pubblicato è in evoluzione e quindi al momento offre solo i dati. Si tenga presente che i cluster di UK21U sono stati costruiti su base statistica nel 2002 (dai vecchi TK21U, solo sperimentali) e quelli di VK21U nel 2007 (da UK21U, definitivo).

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ANALISI CLUSTER UK21U

Come è noto, lo "studio di settore" è un insieme di formule matematiche che moltiplicano le varie spese del dentista per un coefficente, che cambia da un tipo di spesa all'altro. La somma dei prodotti così ottenuti è il risultato dello "studio", chiamato "compenso puntuale di riferimento", cioè il livello minimo di incassi che si dovrebbero dichiarare per essere considerati "congrui".
Una cosa molto importante da sapere è che questi coefficienti non sono uguali per tutti i dentisti. Infatti, essi variano a seconda del "cluster" (in pratica una "classe") in cui il fisco colloca il professionista. L'assegnazione all'una o all'altra di queste classi dipende da alcuni dati individuali ben identificati, che inseriti nel programma GE.RI.CO. gli fanno emettere il "verdetto": il "cluster" di appartenenza.
Cosa può cambiare da un "cluster" all'altro? Moltissimo. Ho aiutato un mio cliente che appariva non congruo per quasi 40.000 €.. Rivedendo in modo più preciso e accurato i dati inseriti in GE.RI.CO. la non congruità si è ridotta a poco più di 10.000 €.. Si veda la pagina della consulenza.
La tabella che presento è una graduatoria della convenienza dei vari "cluster". La si legge in questo modo: a parità di dati contabili (spese sostenute), se ad esempio si è assegnati ai cluster 11 o 5, il compenso puntuale di riferimento sarà pari a 100 €., se invece si è assegnati al cluster 10 sarà 160 €

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INFORMATICA GESTIONALE IN ODONTOIATRIA

Il computer negli studi odontoiatrici è da tempo una cosa normale: ho provato a ricordare quanti degli studi che ho frequentato negli ultimi anni ne sono privi: nessuno. Ma cosa c'è nei computer, come si usa, che risultati da? Volendo fare un’illustrazione semplificata della situazione, possiamo dire che nei computer degli studi si possono trovare: programmi di uso generale, per scrivere o fare di calcolo (i "fogli elettronici" come Excel); programmi per la connessione con Internet; programmi specializzati per facilitare il lavoro dello studio, i cosiddetti "gestionali". E' di questi ultimi che questo articolo si occupa, proponendo alcune riflessioni, anche critiche, riguardo alle loro elaborazioni dei dati a fini di controllo economico. Alla fine dell’articolo è pubblicato un glossario di termini tecnici.

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GESTIRE LO STUDIO: BUONE INFORMAZIONI, OTTIMI RISULTATI

La conduzione di un'attività ha bisogno di informazioni come l'uomo ha bisogno di cibarsi per sopravvivere. Certamente, come quantità e qualità del cibo determinano la qualità del vivere, cosi avviene per i risultati della gestione: più le informazioni sono accurate, fedeli, complete e chiare migliori saranno gli esiti del proprio agire. Il motivo di questa affermazione risiede nella stessa sostanza del concetto di gestione, espresso con grande acutezza da Pasquale Saraceno (1972) con queste parole: "La gestione dunque, a un processo di identificazione da un lato degli obiettivi possibili, dall'altro degli obiettivi conseguibili con le decisioni già prese e nell'adozione, mediante nuove decisioni, delle misure necessarie per raggiungere gli obiettivi possibili.".
Dalle parole del grande economista, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente, si apprende la strettissima connessione fra informazioni e decisioni. Di mio vorrei aggiungere una considerazione che ho maturato studiando le questioni aziendali per trent'anni: l'esercizio della gestione, per qualsiasi attività, si sostanzia, al di là di ogni teoria manageriale più o meno sofisticata o di moda, nel fissare dei traguardi e nel verificare successivamente se si sono raggiunti. Dunque, ...

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ACQUISTARE BENI STRUMENTALI

Il Professionista si trova spesso a considerare varie forme alternative di pagamento per l'acquisto dei suoi beni strumentali. Spesso la decisione viene presa più per sollecitazione del venditore del bene, o per "credenze" e "sentito dire", che conoscendo la totalità degli elementi in gioco. Purtroppo, fare scelte inadatte alle caratteristiche del bene acquistato può condurre a risultati contrari a quanto si sperava: esborsi eccessivi, minori rendimenti del bene, minori risparmi fiscali magari a causa di una mancata analisi dell'operazione alla luce degli "studi di settore". Il breve articolo, corredato da tabelle e un disegno esplicativo, mira a dare velocemente gli elementi necessari.

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INCASSARE DAI CLIENTI: COME ANALIZZARE LA SITUAZIONE

Una delle caratteristiche dell'esercizio privato della medicina è la presenza di un rapporto monetario diretto con il paziente, definito dall'alternarsi di addebiti per prestazioni eseguite e incassi. Questo fatto sta aII'origine di una buona parte delle attività extra¬cliniche, prelevando numerose risorse di tempo e di organizzazione fra quelle disponibili in studio. Una buona informazione a certamente alla base delle azioni rivolte al miglioramento di questo rapporto, va quindi curata ed ampliata in ordine ad una sempre maggiore comprensione di quanto accade e, naturalmente, per avere la massima efficacia possibile nel realizzo di quanto eseguito. In questo articolo presento tre semplici ma efficaci modi di elaborazione di dati che, normalmente, sono sempre aggiornati e disponibili in ogni studio. II primo a chiamato "Analisi del credito globale", il secondo "Analisi della esigibilità del credito" e I'ultimo a detto "Indice di attivismo nella gestione del credito".

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CONTENERE LE IMPOSTE AL TEMPO DEGLI "STUDI DI SETTORE"

Fra i vari aspetti della gestione di un’attività, il controllo del prelievo fiscale è sicuramente uno dei più importanti, visto il suo ammontare. Esistono però dei limiti a questa operazione, dati dai controlli che il Fisco è in grado di eseguire. Dunque, le manovre di contenimento delle imposte devono anche rimanere nella legalità.

Se il garante del rispetto delle regole fiscali è il commercialista, che per questo svolge un compito insostituibile, è il diretto interessato che deve agire per pagare meno, perché sono i suoi concreti comportamenti che determinano i fatti fiscali che il commercialista deve governare.
In questo articolo si farà una sintetica e breve esposizione delle possibilità che il professionista ha per contenere il peso fiscale, con particolare riferimento alle “mosse” di fine anno. L’articolo inizia con un rapido esame di quanto aveva successo prima degli “studi di settore” e prosegue con quanto invece si può fare in presenza di questo strumento.

 

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COME FUNZIONA LO "STUDIO DI SETTORE"
Lo “studio di settore” (SDS) è un meccanismo obbligatorio di elaborazione dei dati del singolo contribuente, attraverso il quale il Fisco intende fare emergere “base imponibile”, cioè incassare di più, presumendo che alcune categorie di contribuenti, circa cinque milioni di soggetti, abbiano un’ineliminabile tendenza a mentire sui loro incassi. Detto in modo più tecnico, ritiene che la contabilità di queste categorie non rappresenti la verità.
In questo articolo non si discuterà l’efficacia degli SDS come strumento di riduzione dell’evasione fiscale, ma, riferendosi a quelli dedicati alle professioni, si darà una descrizione dei loro sistemi di calcolo. L’intento è dimostrare che non si tratta di cose tanto complicate e che, conoscendole, si potranno cogliere dei vantaggi coordinando più facilmente l’“impronta fiscale” della propria attività che lo SDS va a determinare, con le varie scelte gestionali che si desiderano fare, evitando così di operarle senza sapere in anticipo le loro conseguenze sul piano tributario.
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I CONTI "AMMALATI" DELLA LIBERA PROFESSIONE: COME CURARLI

Esistono diffusi pregiudizi secondo i quali a un libero professionista, non gioverebbe più di tanto dotarsi di maggiori capacità di amministrare le dinamiche monetarie delta sua attività. Tali pensieri di solito originano o si rinforzano sulla scorta di considerazioni come quella che "fare i conti sia una perdita di tempo, è più importante avere tanto lavoro", oppure quella che siano in fondo sufficienti "pochi numeri" per capire come vanno le cose, perchè si ritiene, erroneamente, che il controllo economico di queste attività sia cosa semplice.Qui, invece, diremo che quando si fronteggiano crisi economica e complessità questo modo di pensare a inadeguato. Non solo, ...

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PROFESSIONISTI: DAI FACCIAMO SOCIETA'!

L’esercizio associato di una professione è una conosciuta alternativa alla tradizionale solo-practice. Naturalmente, come in quasi tutte le cose che uomini e donne si mettono in testa di fare, oltre alla promessa di magnifiche sorti e progressive chi si cimenta nella costituzione e gestione di una società dovrebbe anche mettere in conto la triste eventualità di pentirsene. E in certi casi sarebbe un peccato. Se per costituire la società basta firmare una carta, per avere maggiori probabilità di farla durare e ottenere risultati coerenti con le aspettative iniziali a molto meglio, prima di farlo, compiere una buona analisi: questo sarà l’argomento dell’articolo.

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IL NUOVO MANAGEMENT ODONTOIATRICO

Sono nell’ambiente odontoiatrico da quasi vent’anni e ricordo che i primi discorsi che sentivo fare dicevano piu o meno cosi: “Caro mio, sono finiti i tempi delle vacche grasse, oggi per guadagnare bisogna saperci fare, non basta piu nemmeno lavorare bene”. Io prendevo atto e devo dire che se non ci fosse stato più che un fondo di verità in questi discorsi, non avrei certo potuto fare il mio mestiere di consulente gestionale, nessuno in altre parole mi avrebbe pagato per facilitargli il compito di raggiungere e mantenere nel tempo più redditività e qualità di vita. Probabilmente, nessuno avrebbe pensato di parlare di management dello studio odontoiatrico come una competenza da aggiungere a quelle già usate dal dentista.
In questo lasso di tempo le risposte concrete a questa esigenza di nuova competenza proposte ai medici sono state ricavate da esperienze di tipo aziendale in uso in settori di attività molto diversi da quello medico, industria e commercio, forzando, a mio avviso, lo studio medico ad equipararsi ad una di queste aziende per poterne adottare mutatis mutandis gli strumenti, quali il marketing, la programmazione operativa del lavoro, il controllo contabile dei costi e quant’altro...

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LA CLIENTELA: COME CONOSCERLA MEGLIO

Nei modi di agire che coinvolgono il cliente, è sempre presente l'incertezza sul segno positivo o negativo della sua reazione, la quale determinerà il successo o l'insuccesso delle azioni intraprese dal Professionista e dai suoi Collaboratori. Tentare di ridurre preventivamente questa incertezza è un atteggiamento evoluto e razionale, nel quale i risultati non vengono affidati al caso. Si tratta di delineare delle ipotesi sulle attese e le percezioni della clientela, per esaminare poi in quale modo il Professionista possa opportunamente soddisfarle. A tal scopo si possono seguire più strade, dall'espressione delle proprie personali impressioni e inferenze all'indagine direttamente rivolta, magari con domande specifiche, alla clientela. L'articolo esemplifica un metodo pratico, tratto dale esperienze realizzate in uno studio odontoiatrico e comunque esportabile ad ogni situazione, per svolgere in proprio e in tempi brevi una ricerca sulle caratteristiche demografiche e socio-economiche dei propri clienti, senza per questo avere la necessità di coinvolgerli in alcun modo con domande personali o questionari.

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GESTIRE UNA PROFESSIONE: QUATTRO QUESTIONI PRATICHE

L’articolo prende spunto da una piccola storia dell’evoluzione nel tempo del concetto di “gestione”, per suggerire l’esistenza di due diverse filosofie in materia: una che individua il successo gestionale nella crescita quantitativa dell’attività, l’altra che considera il miglioramento del rapporto fra risultati e sforzo per ottenerli il suo obiettivo principale. Quale delle due è più adatta ad un’attività professionale? Sulla scorta delle questioni sollevate, l’articolo propone approcci e suggerimenti su quattro aspetti fondamentali dell’agire gestionale: come migliorare le decisioni; come ottenere di più dai collaboratori; come qualificarsi nei confronti della clientela e quale strada seguire per apprendere a controllare l’economia della propria attività.

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